Il tema di oggi è studiare velocemente, vediamo come farlo utilizzando due leggi fondamentali 😉

Sono sicuro che anche a te è capitato almeno una volta, di fronte a un esamone terribilmente lungo, di dirti “ok, questo adesso lo preparo per bene, mi organizzo e mi prendo tutto il tempo che mi serve, perché devo assolutamente prendere un bel voto”.

Lodevole davvero il tuo senso del dovere e questo spirito di dedizione alla causa.

Ma come la prenderesti se ti dicessi che in realtà concederti un sacco di tempo per preparare un esame non fa altro che causarti dei problemi?

“Christian…che stai a di’?”

Quello che intendo dire è che esiste una dinamica per la quale maggiore è il tempo che decidi di dedicare alla preparazione dell’esame, più ti rendi la vita difficile.

Contrariamente, destinando allo studio un tempo inferiore, non solo ci riuscirai, ma avrai la probabilità di portare a casa un risultato qualitativamente migliore!

“Ma scusa, come può essere? Se l’esame è lungo devo per forza prendermi il tempo necessario!”

Può essere eccome! Grazie all’applicazione di due fondamentali leggi che ci permettono di studiare velocemente e ottenere risultati migliori!

Per scoprirle e sciogliere i tuoi dubbi, ci addentreremo ora nel testo best seller internazionale che ne parla 🙂

metodo di studio baner blog

Studiare velocemente: 2 leggi fondamentali

Ti riporto di seguito uno stralcio del best seller di Timothy Ferris, “4 ore alla settimana. Ricchi e felici lavorando 10 volte meno”

«La legge di Parkinson afferma che l’importanza e la complessità percepite di un compito aumentano in rapporto al tempo assegnato per la sua esecuzione: è la magia della scadenza imminente.

Se vi do 24 ore per portare a termine un progetto, la pressione del tempo vi costringerà a concentrarvi e a non avere altra scelta che quella di fare esclusivamente l’essenziale. Se vi do una settimana per il medesimo compito, sei giorni saranno dedicati a trasformare il monticello di terra di una talpa in una montagna. Ma attenzione: se, Dio non voglia, vi do due mesi, diventerà qualcosa di mentalmente mostruoso.

Il prodotto finale di una scadenza ravvicinata è quasi inevitabilmente di qualità pari o superiore per via della maggiore concentrazione. Questo ci porta a un fenomeno molto curioso.

Esistono due approcci sinergici all’incremento della produttività – e quindi anche allo studio -, che sono l’uno il rovescio dell’altro. Il primo: limitare i compiti all’essenziale per abbreviare il tempo di lavoro, detta legge 80/20 – in Italia conosciuta come 20/80. Il secondo: abbreviare il tempo di lavoro per limitare i compiti all’essenziale, legge di Parkinson.

E attenzione, la soluzione migliore consiste nel fare ricorso a entrambi. Identificare i pochi compiti critici che contribuiscono alla maggior parte delle entrate – perché in questo caso specifico del libro si parla di guadagnare – e programmarli con scadenze molto ravvicinate e definite.»

Ferris nel suo libro ci parla dunque di queste due leggi fondamentali. Vediamole più nel dettaglio.

La legge di Parkinson

Il signor Parkinson è colui grazie al quale oggi ci sentiamo dire “più tempo hai, più ne sprechi!”.

Infatti è stato proprio lui a teorizzare questa tendenza secondo la quale, cito dal suo best seller, «Il lavoro si espande in modo da riempire il tempo a disposizione per il suo completamento».

Il succo del discorso del signor Parkinson è che più tempo ti dai per portare a termine un compito, più quel compito ti richiederà tempo per essere concluso.

Senza contare che più tempo dedicherai allo studio – parlando del nostro specifico caso – maggiore sarà la difficoltà di preparazione, perché dovrai studiare TUTTO.

Invece a chi non è capitato di concludere con estrema rapidità un lavoro del quale avevamo la scadenza alle costole? Facendolo pure bene, perché se si tratta di qualcosa di importante e sai che la scadenza è improrogabile, ti dai da fare!

Questo accade perché, sempre secondo Parkinson «Se aspettate fino all’ultimo minuto per fare qualcosa, ci vorrà solo un minuto per farla».

Certo, avendo meno tempo a disposizione per portare a termine un lavoro – nel nostro caso per studiare un esame – dovremo limitarci solo alle parti essenziali, sacrificando altre cose.

Ma è proprio questo il punto, la chiave di volta che ci semplifica il compito! La necessità di concentrarci solo su quello che è veramente importante!

È un po’ come quando ti dicono di andare a fare la spesa con lo stomaco pieno: comprerai solo le cose che ti servono veramente. Mentre andando al supermercato quando devi ancora mangiare ti lascerai obnubilare dalla fame potente che ti rimbomba nello stomaco e comprerai l’universo mondo! Ok…questo non c’entra molto, ma sai…è ora di pranzo 😉

Comunque, la necessità di tenere solo l’essenziale ci porta alla seconda regola.

La legge 80/20

Viene chiamato anche principio di Pareto, dal nome del suo teorizzatore italiano.

Si tratta di una legge empirica secondo la quale «la maggior parte degli effetti è dovuta a un numero ristretto di cause».

Se vogliamo un approccio decisamente più terra a terra possiamo dire che il nostro armadio ne è un esempio, perché è composto da vestiti di cui mettiamo solo il 20%, l’80% delle volte!

Ciò significa che l’80% dei nostri abiti è scarsissimamente utilizzato, occupando inutilmente l’armadio e dunque facendoci sprecare un sacco di spazio prezioso.

Perché questo principio non dovrebbe valere nello studio?

Della totalità del programma o del manuale, alla fine le cose veramente importanti, quelle che costituiscono il succo, il nocciolo della materia, sono solo il 20%! Il restante 80% è composto da parti certamente non inutili, ma “accessorie”.

Sono quelle nozioni che contribuiscono a far alzare il tuo voto, ma per passare l’esame dignitosamente ti è sufficiente quell’altro 20%.

Ma dunque qual è questa sinergia vincente?

Il modo di applicazione sinergica di queste due leggi, per studiare più velocemente e ottenere risultati migliori è il seguente.

Tanto per cominciare dovrai dedicarti a scoprire quali sono le informazioni più richieste all’esame (il famoso 20%). In diversi altri articoli ti ho spiegato come, a tale scopo, sia essenziale frequentare le lezioni e andare ad ascoltare gli esami degli altri studenti.

Dopodiché dovrai cercare di studiare quelle informazioni essenziali nel minor tempo possibile!

Se farai così, studiando lo stretto necessario e facendolo rapidamente, otterrai risultati migliori piuttosto che studiando per bene l’intero libro nell’arco di un paio di mesi!

Vedi, #iostudiorapido, il nuovo corso che ho lanciato a gennaio, è nato proprio un po’ in virtù di questi due principi.

La rapidità della legge di Parkinson. Perché spesso e volentieri ci porta a ottenere risultati pari o addirittura maggiori di quelli che raggiungeremmo prendendoci tutto il tempo necessario. D’altra parte vale per tantissimi la tendenza ad essere più produttivi sotto pressione.

E l’essenzialità della legge 80/20. Perché io ho voluto costruire il mio metodo solo con lo stretto necessario. Solo le cose fondamenti per renderlo un metodo facile da padroneggiare rapidamente, così da poter subito cominciare a vedere la differenza e ottenere dei risultati.

Perché è vero che si può avere il super metodo di studio fatto di regole, trucchi, tecniche e quant’altro. Così come è anche vero che ci si può prendere tutto il tempo del mondo per preparare un esame.

Ma spesso e volentieri studiare così tanto per così tanto tempo non fa altro che confonderti le idee, facendoti perdere la possibilità di ottenere un buon risultato.

Fammi sapere cosa pensi di queste due leggi e ricorda sempre che, se l’articolo ti è piaciuto, mi farai un grande regalo lasciandomi un like e condividendolo con i tuoi amici 😉

Alla prossima!

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