Può capitare che, dopo un’intera giornata passata sui libri, molti studenti abbiano la sensazione di ricordare poco o nulla di tutto il lavoro che hanno fatto (tu sei uno di questi?). In questo articolo vedremo come risolvere la situazione grazie alla ripetizione dilazionata (in inglese SRS: Spaced Repetition System).

Prima di vedere come funziona, dobbiamo però parlare delle nostre due memorie e di come ci dimentichiamo le informazioni. Incominciamo?

metodo di studio baner blog

La memoria a breve termine e memoria a lungo termine

Partiamo dal dire che ognuno di noi ha due memorie: quella a breve termine e quella a lungo termine. Quella a breve termine, chiamata anche “memoria di lavoro”, la usiamo per ricordare informazioni per poco tempo, ad esempio: sei ad una festa e la persona con cui hai avuto una bella conversazione (e che ti piace 🙂 ) ti lascia il suo numero. Se non hai il telefono a mano, che fai? Inizi a ripeterti quel numero nella testa fin quando non te lo riesci a segnare. Giusto? Ecco, in questo caso stai usando la memoria a breve termine.

Per quanto riguarda la memorizzazione a lungo termine puoi stare tranquillo: sarà il cellulare a ricordare il numero per te (ma se vuoi puoi farne a meno, ti basterà usare delle tecniche di memorizzazione).

Nello studio però non è così facile. Hai bisogno di trasferire le informazioni dalla memoria a breve termine, che è quella che usi mentre comprendi quel che leggi, a quella a lungo termine che è quella che usi per avere le informazioni in testa in fase d’esame.

Tutto semplice, no? In realtà no, perché anche qui sai che non è così scontato ricordare ciò che studi. Perché? Ce lo spiega Ebbinghaus, lo studioso che per primo ha teorizzato scientificamente come dimentichiamo.

Ebbinghaus e la curva dell’oblio delle informazioni

Il filosofo e psicologo tedesco Hermann Ebbinghaus scoprì, a fine 800, che nella memoria entra in gioco quella che lui chiamò “curva dell’oblio delle informazioni”.

curva-oblio-informazioniNella curva dell’oblio, Ebbingaus ha notato che, se studiamo delle informazioni e non le ripetiamo, dopo 1 ora dimentichiamo circa il 50\60% e dopo 24 ore dimentichiamo un altro 10%. Quindi va a finire che, se non ripassi, c’è il rischio che ti dimentichi il 70% delle informazioni che hai studiato nelle ultime 24 ore (diciamo che non ripassare dopo tutto lo studio che hai fatto, è un po’ come darsi la zappa sui piedi).

Questo ha portato Ebbinghaus a teorizzare l’effetto spaziatura, ovvero che è più efficace memorizzare le informazioni se le ripeti più volte nel tempo e non tutte insieme, come magari ti è capitato di fare (hai presente le maratone di studio una settimana prima dell’esame?).

Okay, e quindi come risolviamo il problema? Ovvero come muoversi per non dimenticare ciò che con impegno hai studiato? Finalmente arriviamo alla ripetizione dilazionata!

Come funziona? Ogni quanto farla? Ci sono vari modi, ora vediamo quello che per me è il più semplice e rapido, il ciclo 1-1-7-30.

Quando fare i ripassi? ricordati il ciclo 1-1-7-30

Magari stai pensando: “Ma Christian dà i numeri?”. Beh, può sembrare di sì, ma voglio dimostrarti che ci sto ancora con la testa e che questi numeri possono esserti parecchio utili (nello studio eh, non al lotto 🙂 )

Spesso, si tende ad essere precisi e meticolosi, organizzando tutto fin nei minimi dettagli, ma come sappiamo ci sono sempre quegli imprevisti che ti scombinano i piani e, quella sensazione iniziale di sicurezza, diventa frustrazione. Per evitarla, l’organizzazione va bene (anzi, è fondamentale), ma bisogna renderla semplice.

Per questo ti consiglio quel che ritengo il modo più intelligente di fare la ripetizione spaziata.

1 ora dopo
1 giorno dopo
7 giorni dopo
30 giorni dopo

Ma Christian, io non ho tutto questo tempo a disposizione per ripassare, mi ci vorranno ore per farlo!

È così se non hai un modo corretto di studiare. Mi spiego meglio: se nel tuo metodo di studio usi gli schemi in modo efficace (in questo articolo ti descrivo i vari tipi di schemi, mappe e come usarli) ti serviranno al massimo 10 minuti di ripasso per ogni ora di studio fatta il giorno prima. Quindi, se ad esempio ieri hai studiato 4 ore, oggi ti basteranno 40 minuti per ripassare.

In questo modo potrai trattenere maggiormente le informazioni che hai appreso, trasferendole dalla memoria a breve termine alla memoria a lungo termine, pronte pronte per il giorno dell’esame, quando potrai finalmente guardare il professore negli occhi con una certa sicurezza e raccontargli tutto ciò che sai ;).

Ah, prima di concludere con i ripassi, un ultimo consiglio: usa un promemoria per ricordarti quando farli. Puoi segnarti i ripassi sul calendario cartaceo, sul cellulare o ovunque tu voglia, l’importante è che te lo segni così sei sicuro di non dimenticarlo. Quindi ricorda di ripassare dopo: un’ora, un giorno, una settimana e un mese. Mi raccomando, non “ripasso quando mi gira” 🙂

Bene, finora abbiamo visto Ebbinghaus e il mio consiglio su come ripassare, ma non possiamo non parlare di flashcard, che sono molto usate nel campo dei ripassi. Lasciamo quindi la parola a Sebastian Leitner, colui che le ha ideate.

Sistema Leitner e le flashcard

Uno dei più famosi ricercatori nel campo dell’apprendimento e dei ripassi è Sebastian Leitner che, negli anni 70′, ideò un sistema di memorizzazione chiamato flashcard.

Le flashcard sono come delle “carte da gioco” dove da un lato c’è scritta la domanda e dall’altro c’è la risposta. Ad esempio:

Lato domanda: quando scoprì l’America Cristoforo Colombo?
Lato risposta: nel 1492

In quali campi di studio si usano le flashcard? Si possono usare in molti campi: dalla medicina, per imparare le parti anatomiche del corpo, alle formule matematiche, nell’apprendimento delle lingue straniere, nella storia, ecc.

Quindi, una volta che hai creato tutte le flash card che ti servono per studiare, sarà il momento di memorizzarle attraverso la ripetizione dilazionata. Per facilitarti il compito, puoi raggruppare le flashcard in 2 o 3 mazzi, con gradi di difficoltà diversi.

“Aspetta, aspetta Christian, mi puoi spiegare meglio questo concetto dei tre mazzi?”. Si,certo! Facciamo un esempio.

Hai creato le tue carte, mettendo da un lato la domanda e dall’altro la risposta. Fatto ciò, inizia la fase di ripasso per memorizzarle. Alcune le ricorderai facilmente e potrai metterle nel mazzo “facile”, quelle che ti ricordi meno nel “medio” e, quelle che proprio non ricordavi neanche di averle scritte, nel mazzo “difficile”.

Finite tutte le carte, il mazzo difficile lo ripeterai per primo, quello medio lo ripeterai subito dopo, mentre il mazzo facile inizierai a ripeterlo il giorno dopo. Ogni volta che riesci a ricordare la carta, la puoi mettere nel mazzo facile, mentre se non la ricordi, ti tocca trasferirla nel medio o nel difficile. L’obiettivo: spostare tutte le carte nel mazzo facile.

Se vuoi approfondire questo sistema puoi leggere l’articolo Flash card: il metodo facile per memorizzare rapidamente.

Software e app di ripetizione dilazionata

Immaginati le stesse identiche flashcard, ma digitalizzate, sul computer o sul cellulare (già inizia ad essere interessante vero?).

Ci sono tanti programmi, conosciuti come “spaced repetition software”, dove tu devi semplicemente scrivere a computer quello che ti interessa ripassare (molto più comodo che fare tutto a mano).

Ti dirò di più, potresti anche non dover fare questo. “Si vabbè Christian, adesso non esageriamo”. Non sto esagerando affatto, lasciami spiegare 🙂

Ormai ci sono tante persone che hanno già studiato con le flashcard, e sono così gentili da aver reso disponibili online i loro mazzi digitali, quindi sono già pronti 🙂 (Mica male eh? E se ne crei uno tu pensa a rendilo disponibile, potresti essere d’aiuto a qualcuno che ne ha bisogno 🙂 )

“Wow, ottimo! Ma quali sono questi software?”

I software i più famosi sono SuperMemo  (inventato nel 1985 da un polacco di nome Piotr Woźniak) e Anki (mi piace ricordare che Anki in giapponese vuol dire memorizzare, quindi ci siamo 😉 ), ma ce ne sono tanti altri:

  • eSpindle Learning
  • Flashcards Deluxe
  • Flashcard Exchange
  • FullRecall
  • jMemorize
  • Learning With Texts
  • MemoryLifter
  • Mnemosyne
  • OpenCards
  • Quizlet

insomma hai solo l’imbarazzo della scelta 🙂

Inoltre, ci sono altri due vantaggi che hai usando i software:

  1. Con i mazzi digitali puoi ripassare non solo quando sei al computer, ma anche dal cellulare, ovunque ti trovi. Così, la prossima volta che sarai in stazione ad aspettare che il treno arrivi, con qualche semplice clic, potrai rispolverare la memoria;
  2. Sarà proprio il software a mandarti la notifica che devi ripassare, così eviti di doverlo segnare ogni volta sul calendario… insomma, non hai più scuse per procrastinare.

Parentesi: se ti piace usare la tecnologia per studiare ti consiglio di leggere l’articolo App per studiare: le 6 da avere assolutamente.

Siamo quasi alla fine, ma ti dico che (come se non bastasse), c’è un altro sistema che usa la ripetizione dilazionata: il metodo Pimsleur. Si tratta di un sistema per apprendere una lingua, ed è totalmente diverso da come ci hanno insegnato a scuola: si basa solo su ascolto e ripetizione frequente dei nuovi vocaboli (e indovina un po’, la ripetizione è… dilazionata ovviamente! 🙂 ), così memorizzi alla perfezione la nuova lingua.

Detto tuuuuto questo, ti ricordo che per ottenere risultati nello studio, i ripassi da soli non bastano, ti serve un metodo di studio. Se ancora non ce l’hai, vieni a scoprire #iostudiorapido, un metodo passo passo per trasformarti da uno studente bloccato ad uno studente di successo.

Eccoci alla fine dunque, ora conosci l’importanza della ripetizione dilazionata e come programmarla efficacemente. Abbiamo visto il ciclo 1-1-7-30, le flashcard cartacee e quelle digitali. Ora tocca a te, sei pronto a iniziare a ripassare? 🙂

Ciao da Christian

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