Ripetizione dilazionata: ecco come ripassare e i software Anki e SuperMemo

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ripetizione dilazionata

Può capitare che, dopo un’intera giornata passata sui libri, molti studenti abbiano la sensazione di ricordare poco o nulla di tutto il lavoro che hanno fatto (ti ci ritrovi?). In questo articolo vedremo come risolvere la situazione grazie alla ripetizione dilazionata (in inglese SRS: Spaced Repetition System).

Prima di vedere come funziona però dobbiamo parlare delle nostre due memorie e di come ci dimentichiamo le informazioni. Incominciamo?

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La memoria a breve termine e la memoria a lungo termine

Partiamo col dire che ognuno di noi ha due memorie: quella a breve termine e quella a lungo termine. Quella a breve termine, chiamata anche “memoria di lavoro”, la usiamo per ricordare informazioni per poco tempo. La memoria a lungo termine invece è quella ti permette di ricordare ogni singola parola delle sigle dei cartoni animati di quando eri bambino, anche a distanza di vent’anni 😉

Facciamo un esempio per vedere le due memorie all’opera. Sei ad una festa e la persona che ti piace ti lascia il suo numero. Se non hai il telefono a portata di mano che fai? Inizi a ripeterlo nella testa fino a quando non riesci a segnartelo da qualche parte, giusto? Ecco, in questo caso stai usando la memoria a breve termine. Per quanto riguarda quella a lungo termine, nella situazione ipotetica del nostro esempio, ci penserà il cellulare a ricordare il numero per te (anche se con le tecniche di memorizzazione puoi farne a meno), ma nello studio come si fa?

Sarebbe bello che il nostro cervello registrasse le informazioni con la facilità di qualche tap sul cellulare, ma ovviamente non è così semplice. Comunque è possibile! Il mecccaniscmo che bisogna mettere in atto è quello di trasferire le informazioni assorbite dalla memoria a breve termine, quella che usi mentre comprendi ciò che leggi, alla memoria a lungo termine, quella che ti assiste durante l’esame.

Detta così in due parole sempra semplice, ma sai anche tu meglio di me che non è così scontato riuscire a ricordare tutto ciò che si studia. Il perchè ce lo spiega Ebbinghaus, lo studioso che per primo ha teorizzato scientificamente come dimentichiamo le cose.

Ebbinghaus e la curva dell’oblio delle informazioni

Il filosofo e psicologo tedesco Hermann Ebbinghaus a fine 800 ha scoperto che nella memoria entra in gioco quella che lui ha denominato “curva dell’oblio delle informazioni”.

curva-oblio-informazioniIl principio della curva dell’oblio sostanzialmente prevede che se noi studiamo delle informazioni, ma poi non le ripetiamo, dopo un’ora ne dimentichiamo circa il 50\60% e dopo 24 ore ne dimentichiamo un altro 10%. Quindi va a finire che se non ripassi c’è il rischio concreto che ti dimentichi il 70% delle informazioni che hai studiato nelle ultime 24 ore (e diciamo pure che non ripassare, dopo tutto lo studio che hai fatto, è un po’ come darsi la zappa sui piedi!).

Questo principio ha portato Ebbinghaus a teorizzare l’effetto spaziatura, secondo il quale è più efficace memorizzare le informazioni se le ripeti più volte nel tempo e non tutte insieme.

Appurato questo, come risolviamo il problema? Che cosa si può concretamente fare per evitare di dimenticare ciò che abbiamo studiato con tanto impegno? La soluzione è la ripetizione dilazionata! Ci sono vari modi per metterla in pratica, ma io ora ti parlo di quello che per me è il più semplice e rapido, ossia il ciclo 1-1-7-30.

Quando fare i ripassi? Ricordati il ciclo 1-1-7-30

Magari stai pensando: “Mo’ Christian dà i numeri?”. Beh, può sembrare di sì, ma voglio dimostrarti che ci sto ancora con la testa e che questi numeri possono esserti parecchio utili (nello studio eh, non al lotto 🙂 )

Spesso si tende ad essere precisi e meticolosi, organizzando tutto fin nei minimi dettagli, ma come sappiamo ci sono sempre quegli imprevisti che ti scombinano i piani e quella sensazione iniziale di sicurezza diventa frustrazione. Per evitarla l’organizzazione va bene (anzi, è fondamentale), ma bisogna renderla semplice.

Per questo ti consiglio quel che ritengo il modo più intelligente di fare la ripetizione spaziata.

1 ora dopo
1 giorno dopo
7 giorni dopo
30 giorni dopo

Ma Christian, io non ho tutto questo tempo a disposizione per ripassare, mi ci vorranno ore per farlo!

È così se non hai un modo corretto di studiare. Mi spiego meglio: se nel tuo metodo di studio usi gli schemi in modo efficace (in questo articolo ti descrivo i vari tipi di schemi, mappe e come usarli) ti serviranno al massimo 10 minuti di ripasso per ogni ora di studio fatta il giorno prima. Quindi, se ad esempio ieri hai studiato 4 ore, oggi ti basteranno 40 minuti per ripassare.

In questo modo potrai trattenere maggiormente le informazioni che hai appreso, trasferendole dalla memoria a breve termine alla memoria a lungo termine, pronte per il giorno dell’esame, quando potrai finalmente guardare il professore negli occhi con una certa sicurezza e raccontargli tutto ciò che sai 😉 .

Ah, prima di concludere con i ripassi, un ultimo consiglio: usa un promemoria per ricordarti quando farli. Puoi segnarti i ripassi sul calendario cartaceo, sul cellulare, ovunque tu voglia, l’importante è che te li segni così sei sicuro di non dimenticarli. Quindi ricorda di ripassare un’ora dopo aver studiato, un giorno dopo, una settimana dopo e un mese dopo. Mi raccomando, non cadere nella trappola del “ripasso quando mi gira” 🙂

Bene, abbiamo visto Ebbinghaus e il mio consiglio su come ripassare, ma dobbiamo ancora parlare delle flashcard, che costituiscono un metodo di ripasso molto utile. Lasciamo quindi la parola a Sebastian Leitner, colui che le ha ideate.

Il Sistema Leitner e le flashcard

Uno dei più famosi ricercatori nel campo dell’apprendimento e dei ripassi è Sebastian Leitner che negli anni ’70 ha ideato un sistema di memorizzazione chiamato flashcard.

Le flashcard sono come delle “carte da gioco” che da un lato recano la domanda e dall’altro la risposta. Esempio.

  • Fronte (lato della domanda): “In quale anno Cristoforo Colombo ha scoperto l’America?”
  • Retro (lato della risposta): “1492”

In quali campi di studio si usano le flashcard? Si possono impiegare per molte materie: dalla medicina, ad esempio per imparare l’anatomia, alle formule matematiche, passando per le lingue straniere, la storia, e così via.

Una volta che hai creato tutte le flashcard che ti servono per studiare, viene il momento di memorizzarle attraverso la ripetizione dilazionata. Per facilitarti il compito puoi raggruppare le flashcard in 2 o 3 mazzi, con gradi di difficoltà diversi.

“Aspetta Christian, mi puoi spiegare meglio questo concetto dei tre mazzi?”

Si, certo! Facciamo un esempio.

Hai creato le tue carte scrivendo sul lato frontale la domanda e sul lato posteriore la risposta. Quando inizierai la fase di ripasso per memorizzarle ti accorgerai che di alcune carte ricorderai facilmente la risposta, di altre un po’ meno e con altre ancora magari brancolerai nel buio. Mano a mano che ripassi, dunque, crea tre mazzi secondo questa logica:

  • nel mazzo “facile” accumula le carte alle quali hai risposto con semplicità;
  • nel mazzo “medio” metti le carte alle quali hai risposto con un po’ più di fatica;
  • nel mazzo “difficile” impila le carte delle quali non hai saputo la risposta.

Finite tutte le carte, quando arriva il momento di ripetere, comincia dal mazzo difficile e subito dopo dedicati a quello medio, mentre il mazzo facile potrai ripeterlo il giorno dopo. Mano a mano che riesci a ricordare una carta difficile o una media, puoi spostarla nel mazzo delle carte facili. Viceversa, se qualcuna non la ricordi, ti tocca trasferirla nel medio o nel difficile. Procedi così, l’obiettivo è spostare tutte le carte nel mazzo facile ;).

Se vuoi approfondire questo sistema puoi leggere l’articolo Flash card: il metodo facile per memorizzare rapidamente.

Software e app di ripetizione dilazionata

Immaginati le stesse identiche flashcard digitalizzate sul computer o sul cellulare (già inizia ad essere interessante vero?).

Ci sono tanti programmi, conosciuti come “spaced repetition software”, per creare flashcard digitali. L’unica differenza sta nel comporre domanda e risposta sulla tastiera, invece che a mano sulla carta.

Se sei fortunato potresti anche ritrovarti a saltare la parte di scrittura e vivere di rendita delle flashcard create da altri! Infatti ormai sono tante le persone che usano questo metodo per studiare e spesso permettono di accedere ai loro mazzi digitali online con le carte già pronte 🙂 Mica male eh? Se anche tu crei un mazzo online considera di renderlo aperto agli altri, potresti essere d’aiuto a qualcuno che ne ha bisogno!

“Wow, ottimo! Ma quali sono questi software?”

I software i più famosi sono SuperMemo (inventato nel 1985 da un signore polacco di nome Piotr Woźniak) e Anki (mi piace ricordare che Anki in giapponese vuol dire memorizzare, quindi ci siamo 😉 ), ma ce ne sono tanti altri:

  • eSpindle Learning
  • Flashcards Deluxe
  • Flashcard Exchange
  • FullRecall
  • jMemorize
  • Learning With Texts
  • MemoryLifter
  • Mnemosyne
  • OpenCards
  • Quizlet

Insomma, hai solo l’imbarazzo della scelta, non ti resta che provarne un po’ e valutare quello con il quale ti trovi meglio.

Calcola anche che, usando i software, hai due vantaggi aggiuntivi:

  1. Con i mazzi digitali puoi ripassare non solo quando sei al computer, ma anche dal cellulare, ovunque ti trovi. Così la prossima volta che sarai in stazione ad aspettare che il treno arrivi, con qualche semplice clic potrai rispolverare la memoria;
  2. Sarà proprio il software a mandarti la notifica per ricordarti che devi ripassare, così eviti di doverlo segnare ogni volta sul calendario… insomma, non hai più scuse per procrastinare.

Comunque, tutto questo parlare di app e software mi ha fatto venire in mente che, se ti piace usare la tecnologia per studiare, puoi andare a leggere l’articolo App per studiare: le 6 da avere assolutamente e scoprire qualche chicca per rendere il tuo studio più smart 😉

Siamo quasi alla fine, ma prima di salutarci voglio parlarti di un altro sistema che usa la ripetizione dilazionata: il metodo Pimsleur. Questo sistema serve per apprendere le lingue ed è totalmente diverso da come ci hanno insegnato a scuola. Si basa solo su ascolto e ripetizione frequente dei nuovi vocaboli e, indovina un po’, la ripetizione è… dilazionata!

Fatto salvo tutto ciò di cui abbiamo parlato nell’articolo di oggi, ti ricordo però che per ottenere risultati nello studio i ripassi da soli non bastano, ti serve un metodo di studio. Se ancora non ce l’hai vieni a scoprire #iostudiorapido, un metodo passo passo per trasformarti da studente bloccato a studente di successo.

Eccoci alla fine dunque, ora conosci l’importanza della ripetizione dilazionata e hai anche imparato come programmarla efficacemente. Abbiamo visto il ciclo 1-1-7-30, le flashcard cartacee e quelle digitali. Ora tocca a te, sei pronto a iniziare a ripassare? 🙂

Ciao da Christian

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