Oggi facciamo un mega riassuntone sul metodo di studio, con tutti i passi e le tecniche fondamentali per preparare e superare i tuoi prossimi esami universitari 🙂 Let’s go!

Qui sul Blog e sul canale YouTube ormai da tempo cerco di condividere con te le tecniche e le strategie più utili per costruire il tuo metodo personale, quello più adatto alle tue esigenze di studente. Ma il metodo di studio è un argomento ampio e anche un po’ complesso, sul quale ci sono e ci saranno sempre tante cose da dire.

Proprio per questo motivo ho deciso di scrivere un mega riassuntone, cosicché tu possa avere in un solo articolo almeno tutte le basi essenziali per diventare uno studente di successo 😉

Ti voglio carico per questo viaggio nel metodo di studio! Sei pronto? Cominciamo!

metodo di studio baner blog

I passi essenziali del metodo di studio

Quando ti parlo di metodo di studio mi rifaccio il più possibile alle basi scientifiche di ogni tecnica che ti consiglio. Ma soprattutto mi baso sugli anni di esperienza come Coach al fianco di centinaia di studenti, con cui ho lavorato per sbloccare la loro situazione universitaria e renderla ricca di soddisfazioni.

E adesso veniamo ai passi 🙂

1. Seguire lezioni

Eccetto casi eccezionali – magari sei uno studente lavoratore o banalmente hai dei corsi che si sovrappongo – in assenza di motivazioni veramente rilevanti il mio calorosissimo suggerimento è quello di seguirle sempre, il più possibile!

Seguire le lezioni ti semplifica la vita in primo luogo perché, nella maggior parte dei casi ti permette di farti quella conoscenza base della materia che poi ti fa risparmiare un sacco di tempo quando andrai sul libro per perfezionare la tua preparazione in vista dell’esame.

E poi perché ti consente di stare a contatto con il docente, fargli domande laddove non capisci qualcosa della spiegazione, non perderti avvisi importanti sulle parti da non studiare o quelle da studiare meglio. Ma soprattutto puoi capire quali sono gli argomenti preferiti del professore, quelli che verosimilmente chiederà poi in sede d’esame!

Però per fare sì che queste ore siano veramente utili e non tempo sprecato a scaldare la sedia devi applicarti nel modo giusto 🙂

Il primo segreto è prendere bene appunti

Seguire le lezioni e prendere appunti in un modo poco funzionale serve a poco. Tanti studenti hanno l’abitudine di registrare la voce del professore per poi sbobinare a casa in un secondo momento. Tanti altri mettono il turbo alla mano e scrivono parola per parola tutto quello che dice il docente. Sono metodi che io non consiglio.

Nel primo caso registrare la lezione ti fa sentire legittimato a non stare attento e a distrarti, perché “Massì tanto poi a casa me lo riascolto”. Certo che a casa puoi riascoltarlo, ma sarebbe come seguire una seconda volta la stessa lezione. A questo punto tanto vale startene a casa! Il tempo trascorso a lezione è di qualità solo se ti impegni per trarne il meglio 🙂

Nel secondo caso invece scrivere ogni singola parola della spiegazione può darti l’idea di raccogliere appunti completi e funzionali. Ma in realtà non è affatto utile perché ti costringe a concentrarti sulle parole pronunciate dal professore, stando attento a non lasciartene scappare nemmeno una. Di conseguenza non sei in grado di cogliere il senso generale del discorso.

Per prendere appunti io consiglio sempre di usare il Metodo Cornell. Prendi un foglio bianco e dividilo in tre sezioni, due verticali (una più larga e una più stretta) e una orizzontale al fondo. Durante la lezione lo utilizzerai così:

  • nella sezione verticale larga scrivi gli appunti generali delle cose importanti utilizzando frasi brevi e concise
  • in quella verticale più stretta scrivi le parole chiave che ti aiuteranno a ricordare i concetti segnati precedentemente
  • infine riserva la sezione orizzontale al fondo del foglio per le tue annotazioni personali: argomenti da approfondire sul libro di testo, domande che vuoi rivolgere al professore, note del professore su un argomento e così via

Dopo averli presi devi anche ripassarli

La curva dell’oblio, quel fenomeno di decadenza del ricordo teorizzato dal signor Ebbinghaus vale anche nel caso degli appunti. Se non li ripassi nel giro di 24 ore dopo averli presi rischi di dimenticartene oltre il 50%. Sarebbe un peccato perché poi dovresti andare a recuperare tutto sul libro e non avresti risparmiato tempo.

Perciò ripassa sempre gli appunti che prendi nell’arco della giornata, in modo tale da mantenerne vivo il ricordo. Quando andrai a preparare l’esame, quelle cose le saprai già, non dovrai studiarle da zero, ma semplicemente approfondirle sul libro.

Nell’ultimo punto torneremo a parlare del ripasso 😉

2. Motivazione

Prima di metterti sui libri e cominciare a studiare c’è un’altra parte di cui ti devi occupare, ossia quella che riguarda la motivazione. Infatti se non hai la motivazione dalla tua, puoi conoscere le tecniche a menadito, ma non avrai mai voglia di metterle in pratica. Quindi devi prima pensare a curare la tua voglia di studiare.

La motivazione sostanzialmente si basa su due punti fondamentali.

Conoscere il perché dietro ai tuoi studi

Perché stai studiando? … Perché una volta che ti sarai laureato potrai finalmente fare il lavoro dei tuoi sogni? O magari perché vuoi aprirti tante porte per la tua futura carriera lavorativa?

Qualunque sia la ragione che ti spinge a studiare è molto importante che tu la tenga sempre bene a mente. Deve essere chiara e non devi mai perderla di vista perché è il motore delle tue azioni, quello che ti permette di superare i momenti difficili e andare avanti.

Una volta, in un articolo che parlava di come ricominciare a studiare dopo anni ho consigliato di scriverla su un foglietto e tenersela lì, sulla scrivania, per averla sempre sotto il naso.

Ottenere dei risultati positivi

La seconda leva della motivazione è costituita dai risultati. Se vuoi rimanere motivato nel tempo, man mano che vai avanti devi ottenere dei risultati positivi = passare gli esami. Ogni esame superato ti convince dell’utilità dei tuoi sforzi, accresce la fiducia in te stesso e ti sprona a dare sempre di più, esame dopo esame.

Se sei in un periodo di difficoltà e ti senti bloccato perché hai tanti esami indietro la motivazione è la prima cosa che viene a mancare, gettandoti nel blocco dello studente.

La prima reazione è quella di porsi degli obiettivi troppo alti per recuperare “il tempo perso”….ma non è così che si ottengono i risultati!

Per rimetterti (o metterti) in carreggiata devi avere pazienza, partire semplice, fare le cose per gradi. Comincia a preparare un esame facile, concentrati su quello. Impegnati con il giusto metodo, superalo e poi goditi la prima scarica di motivazione! Dopodiché poco alla volta potrai alzare l’asticella e collezionare sempre più risultati positivi recuperando così il “tempo perso”.

Usa la tecnica dei 5 secondi

Se la motivazione in questo momento ti manca c’è una cosa che puoi fare da subito per cambiare le carte in tavola 😉

Vai sulla home page di Come Si Studia, sotto il video di presentazione puoi inserire il tuo nome e la tua mail: riceverai nella casella di posta elettronica un video dedicato alla regola dei 5 secondi. È uno strumento utilissimo per scuotersi dalla nullafacenza e mettersi all’opera senza ripensamenti 😉

Fatti supportare dalle persone giuste

Quando hai la motivazione sotto ai piedi è molto importante avere il sostegno delle persone giuste. Una parola di incoraggiamento, una piccola strigliata quando perdi tempo inutilmente, un aiuto nello studio. Sono tutte piccole cose che fanno una grande differenza nel tuo modo di studiare.

Per questo io consiglio sempre di creare un gruppo di studio e sostegno, come quello che riunisce tutti i corsisti di #iostudiorapido. Nel gruppo puoi trovare lo stimolo e il buon esempio che ti serve per ricaricare la motivazione e studiare come si deve.

3. Pianificare

Una volta trovata la motivazione quello che devi fare è pianificare il tuo studio. Fare un piano di studio è un po’ come impostare un navigatore sul cellulare: non sai come andare da A a B e il navigatore ti indica la strada per arrivarci.

Quando prepari un esame devi fare la stessa cosa. Prima di metterti a studiare devi pianificare il percorso da fare. E il nocciolo di questa pianificazione consiste nel sapere qual è il risultato da ottenere ogni giorno: quante pagine studiare? Quante ore passare sui libri?

Per avere un aiutino sul capire quanto tempo impiegare per lo studio di un esame puoi basarti sul calcolo dei CFU. Naturalmente si tratta soltanto di un punto dal quale partire per pianificare le ore di studio giornaliere.

Successivamente ti consiglio di mettere nero su bianco, con l’aiuto di un calendario o di un’agenda, il vero e proprio piano giornaliero. Per sapere come muoverti un buon metodo per iniziare può essere quello che segue:

  • prendi un calendario e conta i giorni utili che ti separano dall’esame. I giorni utili sono quelli in cui sei certo di studiare, perciò se sai che la domenica di solito non lo fai, non calcolarla nel tuo piano
  • poi prendi tutto il materiale d’esame e calcola la totalità delle pagine da studiare
  • dividi la somma delle pagine per il numero dei giorni che hai a disposizione
  • e tadaaaan, hai ottenuto quante pagine devi studiare al giorno per concludere il programma in tempo
  • ma tieniti largo, moltiplica il numero precedente per 1,20 e ottieni il 20% di pagine in più rispetto a prima. Così ti ricavi un tempo cuscinetto grazie al quale non rischi di rimanere indietro se avessi qualche imprevisto 🙂

Una volta che hai chiaro l’obiettivo giornaliero diventa molto più facile riuscire a portarlo a casa e nel momento in cui riesci nel tuo intento la motivazione non può che uscirne rinvigorita per il giorno dopo. Perché se ce l’hai fatta oggi ce la farai anche domani! E ti dirò di più: comincia la tua giornata di studio dal ripasso degli argomenti studiati il giorno precedente. Vedere che il ricordo è ancora ben saldo nella tua mente ti darà la motivazione per affrontare lo studio del programma della giornata!

Un altro aspetto molto positivo del pianificare lo studio sta nel fatto che ti aiuta a scomporre l’esame in tanti piccoli step da raggiungere giornalmente. Concentrarti su una giornata alla volta ti permette di “dimenticarti” dell’esamone che incombe su di te. Con la sua mole di roba ancora da studiare non farebbe altro che scoraggiarti e alimentare la tua ansia. Molto meglio affrontarlo un passo alla volta, concentrandoti solo su quello che devi fare in quel giorno specifico, attività che tra l’altro richiede meno motivazione.

Mi raccomando però, una volta che hai steso il tuo piano giornaliero, cascasse il mondo devi rispettarlo. Ogni giorno devi portare a casa la tua fettina di esame perché, se non vuoi ritrovarti con l’acqua alla gola gli ultimi giorni, studiare con regolarità è importante!

4. Studiare con la tecnica del supermercato

Ti faccio un esempio.

Supponi che io ti metta in un posto vuoto, ti dia mille prodotti a caso, 10 scatoloni vuoti e che ti dica di smistare i prodotti all’interno delle scatole. Dopo un attimo di riflessione dirai: “Cavolo, mi devo organizzare, devo capire come organizzare tutte le varie cose, come dividerle nelle scatole”. E poco dopo molto probabilmente inizierai a dubitare delle tue scelte: “Ma sarà giusto? Forse mi sbaglio e se è così poi devo rifare tutto da capo”. Ed ecco che ti sei inceppato.

Ma se invece io ti metto dentro a un supermercato e ti dico di smistare quegli stessi mille prodotti sugli scaffali cambia tutto. Perché dentro a un supermercato dalla corsia centrale tu puoi leggere le insegne delle corsie laterali: detersivi, frutta e verdura, dolci…Quando poi imbocchi la corsia dei dolci, questa si divide a sua volta in cioccolata, caramelle, biscotti…Allora è tutto più facile perché tu sai esattamente dove andare a mettere ciascuno di quei prodotti, devi solo rimboccarti le maniche e farlo.

Quando cominci a studiare questo è esattamente l’effetto che devi ottenere. Devi prima guardare la corsia centrale del che nel caso del tuo libro di testo è costituita dall’indice. I titoli dei capitoli riportati nell’indice sono le corsie e i titoli dei sottocapitoli sono gli scaffali delle corsie. L’ideale sarebbe che ti facessi una mappa mentale dell’indice per averla ben chiara nella sua generalità.

Questo sistema ti semplifica molto lo studio perché così ogni volta che andrai a studiare delle informazioni importanti nel libro saprai già mentalmente dove andare a collocarle. Se tu aprissi il libro e partissi a studiare da pagina 1 non avresti la visione d’insieme prima di averne concluso la lettura, e anche in quel caso ricostruirla sarebbe complesso.

L’approccio al testo

Ora che siamo arrivati alla parte che riguarda l’approccio al testo da studiare, voglio dirti che le modalità adottate sono tante: c’è chi legge un capitolo del libro e subito dopo fa un riassunto, oppure chi legge un paragrafo e lo ripete ad alta voce per memorizzarlo.

L’approccio che consiglio io consiste nella lettura e sottolineatura ragionata del testo. Gli step da fare sono tre:

  • per prima cosa scorri velocemente tutto il capitolo, leggi titoli e sottotitoli, esplora il testo per avere un’idea di che cosa parla
  • dopo di che inizia a leggere con attenzione il capitolo, avendo cura di capire ciò che stai leggendo. È anche il momento di sottolineare tutto ciò che vuoi conoscere e portare via con te dalla fase di studio
  • l’ultimo punto è quello di scegliere le parole chiave. In pratica, per ogni concetto dovrai scegliere le parole chiave che ti “attiveranno il ricordo” di ciò che hai sottolineato

Il nocciolo dell’esame

Ora che stai affrontando la lettura del libro di testo, non dimenticarti tutte le cose utili che abbiamo detto sugli appunti presi a lezione! Le nozioni che hai imparato in quella sede, se le hai ripassate a dovere, fanno ancora parte di te, perciò non sarà necessario soffermarvisi troppo anche sul libro. Potrai procede spedito sulle informazioni già interiorizzate e rallentare sulle informazioni nuove che vuoi approfondire.

Ma mentre fai questo lavoro ricordati delle leggi 80/20 e Parkinson: il 100% del programma d’esame è costituito da un 20% di argomenti che viene chiesto l’80% delle volte. È quel 20% che tu devi conoscere alla perfezione per superare l’esame. Quello che saprai in più contribuirà ad alzarti il voto.

Questa piccola percentuale è costituita dagli argomenti preferiti del professore e dalle domande più fatte in sede d’esame. Sono queste le cose che costituiscono il nocciolo della tua preparazione. Perciò assicurati di conoscerle per essere in grado di fare uno studio mirato soffermandoti sulle cose veramente importanti e tralasciando i dettagli trascurabili (sui quali puoi sempre tornare in un secondo momento qualora avessi il tempo di farlo).

5. Studiare per cicli

Studiare tante ore senza fare mai una pausa è assolutamente inutile. È la tecnica più usata quando non hai fatto un tubo per tanti giorni di seguito e ti ritrovi a dover preparare l’esame in 3/4 giorni. Meglio non ridursi così a prescindere, ma anche se capitasse (perché può succedere a tutti) stare chinato sui libri ore ed ore senza stop comunque non serve a niente.

Non serve perché dopo uno sforzo tanto prolungato comprendi quello che leggi, ma non apprendi e di conseguenza non ti ricorderai niente. Questo accade perché è fisiologico che il nostro cervello abbia dei cali di attenzione durante sessioni di studio tanto prolungate. Perciò bisogna alternare lo studio con le giuste pause per ricaricare la mente e mantenere alta la soglia dell’attenzione.

Tony Buzan, il personaggio più famoso nel panorama mondiale delle metodologie di studio, ha teorizzato lo studio per cicli. Funziona così:

  • per 40 minuti circa studia con attenzione e concentrazione. Leggi il libro, comprendi, sottolinea e tira fuori le parole chiave che ti ricordano ciò che hai sottolineato
  • dopodiché prenditi 10 minuti tondi tondi di pausa vera. Non pensare a quello che hai studiato, fai uno spuntino, chiama un amico, chiacchiera con qualcuno se sei in studio con altri, fai qualcosa per distrarti
  • negli ultimi 10 minuti dell’ora ripassa attraverso le parole chiave ciò che hai studiato prima della pausa. Cioè guarda le parole chiave che hai evidenziato e vedi se ti ricordano i concetti ad esse collegate

6. Utilizzare la lettura veloce

Le tecniche di lettura veloce ti possono realmente permettere di affrontare con più rapidità la lettura dei tuoi testi universitari. Con la giusta pratica si può arrivare a studiare anche 200 pagine al giorno!

Potresti obiettare dicendo: “Christian, ma se leggo così velocemente poi non capisco un tubo di quello che c’è scritto!”. In realtà non è vero, perché la lettura veloce è una lettura attiva, di conseguenza la concentrazione aumenta e la comprensione rimane alta.

Serve naturalmente pratica! Puoi cominciare a esercitarti con l’aiuto di una pen trainer. In pratica fai scorrere la matita, che usi per sottolineare, sotto le parole che devi leggere ad una velocità un po’ superiore alla tua abituale andatura di lettura. Inconsciamente rincorrerai il tuo puntatore e leggerai più velocemente.

Un altro metodo divertente per esercitarti consiste nell’abituarti ad ascoltare i video di YouTube a velocità aumentata. Quando ci avrai fatto l’orecchio e poserai gli occhi sul libro ti verrà naturale leggere più velocemente di prima. Dimezzerai senza fatica i tempi che dedichi allo studio 😉

7. Usare le tecniche di memoria

Le mnemotecniche ti aiutano a memorizzare le famose parole chiave che hai evidenziato durante la fase di studio e sottolineatura del tuo testo. A ognuna di essere è collegato un concetto che la parola chiave da sola, se scelta con cura, è in grado di richiamarti alla memoria.

Insieme abbiamo visto diverse tipologie di tecniche di memoria, tutte con i loro vantaggi. Ogni metodo di studio poi ingloba quelle che ritiene più funzionali. Però il consiglio che do sempre io è quello di non fissarsi sul fatto di volerle conoscere tutte. Perché si tratta comunque di strumenti che, per dare risultati strabilianti (come quelli dei campioni della memoria) necessitano di un’applicazione e di un esercizio continuo. Un impegno che, per quello che mi dice l’esperienza, la maggior parte degli studenti non ha voglia o non può permettersi di investire.

In #iostudiorapido insegno soltanto quelle che ritengo veramente necessarie per alzare di livello il tuo metodo, perché non intendo farti perdere tempo riempiendoti la testa di mille tecniche diverse. Ti basta conoscerne e applicarne davvero bene una o due per fare la differenza. Quindi non è importante riempirti la testa di roba che tanto poi non userai, ma è importante, una volta scelta la tecnica che vuoi usare, impegnarti ed esercitarti a fondo per padroneggiarla e fare così la differenza 😉

Mappe mentali tutta la vita

A questo proposito io insegno ai miei corsisti a utilizzare le mappe mentali. Sono strumento fantastico per lo studio e la memorizzazione degli esami. Grazie alla loro struttura radiale costituita dai vari rami e dalle connessioni tra di essi, ti permettono di avere costantemente la visione d’insieme dell’argomento e di relazionare i concetti tra loro in modo gerarchico. Così mantieni sempre il focus sul punto centrale, ma sei in grado di raggiungere liberamente qualsiasi punto ad esso collegato.

Senza contare che le mappe mentali fanno uso delle immagini, ovvero del sistema naturale usato dal cervello per memorizzare rapidamente e in maniera indelebile le informazioni. Le immagini ti servono per ricordare le parole chiave, che a loro volta ti ricordano i concetti studiati a lezione e/o sui libri.

Ci va un po’ di pratica per realizzarle come si deve, per questo potrebbe esserti utile andare a vedere qualche esempio di mappa mentale fatta bene e fatta male 🙂

P.A.V.

L’altra grande tecnica che insegno è P.A.V., ossia il meccanismo di trasformazione in immagini secondo il principio paradosso-azione-vivido. Questa tecnica, che all’inizio può sembrare un po’ eccentrica, in realtà sta alla base di tutte le altre! È solo grazie a P.A.V. che tecniche come i loci e il palazzo della memoria si rivelano efficaci.

Quello che fai con P.A.V. è prendere la parola chiave che devi memorizzarle e trasformarla in un’immagine talmente vivida e assurda da essere indimenticabile e inconfondibile. Devi creare una situazione paradossale, così distante dalla realtà da non poter essere dimenticata. Devi creare una scena d’azione, perché un’immagine statica e passiva è più difficile da memorizzare. Infine devi fare in modo che il tutto sia vivido, quindi devi coinvolgere i tuoi sensi per sentirti come se fossi proprio lì in mezzo a quello che sta accadendo.

Grazie a questa tecnica sei in grado di ricordarti qualunque parola chiave associandola ad un’immagine indimenticabile. Pensa che grazie a P.A.V. puoi addirittura memorizzare le banche dati dei quiz!

Conversione fonetica

La conversione fonetica è la tecnica principale che insegno per la memorizzazione dei numeri, che di per sé sono talmente astratti da essere difficilissimi da ricordare per il nostro cervello. Nell’articolo dedicato alla memorizzazione dei numeri troverai una tabella esplicativa che ti renderà più facile la comprensione, ma sostanzialmente funziona così.

Consiste nell’associare ogni numero da 0 a 9 ai suoni delle consonanti (solo le consonanti così come sono, quindi non ha niente a che vedere con le vocali e con la pronuncia o la grafia delle parole). Una volta memorizzata con scioltezza ogni associazione potrai prendere qualsiasi cifra e trasformarla in una parola che è già così più facile da memorizzare di una data ad esempio.

Magari qualcuno ti dirà “Ma no queste tecniche non funzionano, non servono a niente, bla bla bla”. Nella libertà di ciascuno si è liberi di farsi la propria idea, ma prima di mettere una pietra sopra alle tecniche di memoria perché sei scettico, ti invito a leggere le testimonianze dei corsisti di #iostudiorapido. Dopodiché potrai trarre le tue conclusioni 😉

8. Ripassare

Siamo arrivati all’ultimo punto, quello che è in grado di far pendere il piatto della bilancia verso il successo dello studio o verso il suo decadimento. Il ripasso. Ripassare è fondamentale perché è scientificamente provato che il nostro cervello tende a cancellare le informazioni che ritiene inutili se non ne viene “ravvivato” il ricordo nel giro di 24 ore da quando le hai interiorizzate.

Quindi, come dicevamo anche nel punto relativo agli appunti e alle lezioni, se tu oggi prendi 5 pagine di appunti e ne studi 20 del libro, ma non le ripassi nel giro di 24 ore, il tuo cervello ne cancellerà più del 50%. E non importa se avrai usato le tecniche di memoria più fighe, non sarà comunque servito a niente.

Per fare in modo che i concetti e i ricordi si sedimentino indelebilmente nella tua memoria, quello che devi fare dunque è ripassare secondo una logica precisa, precisamente secondo quelli che si chiamano cicli di ripasso che funzionano così. Dopo aver studiato appunti/capitoli del libro/etc dovrai ripassarli:

  • un’ora dopo averli studiati, quindi alla fine della tua giornata di studio, prima di chiudere i libri, vai a ripassare tutto quello che hai studiato durante il giorno
  • poi il giorno dopo, cominci la nuova giornata di studio ripassando quello che hai studiato ieri, così ti dai anche una bella scarica di motivazione positiva
  • poi la settimana dopo
  • e poi ancora il mese dopo

Andando a compiere questi cicli di ripasso stai sedimentando profondamente il ricordo nella tua mente e quando ti servirà lui sarà lì, pronto ad essere sfoderato all’occorrenza.

Il ripasso non va assolutamente saltato in nessuna circostanza: puoi avere un sacco di roba da studiare, puoi essere a tre giorni dall’esame, può mancarti il tempo. Ma il tempo per ripassare è d’obbligo, prima di tutto perché solo ripassando sarai in grado di ricordarti tutto all’esame e poi perché, se lo svolgi bene, il ripasso è rapido.

Fallo con il tuo gruppo di studio

Il momento del ripasso, soprattutto quello in vista dell’esame, è l’occasione in assoluto migliore da condividere con i tuoi colleghi del gruppo di studio. Riunendovi tutti insieme potrete ripassare, mettervi alla prova e saggiare la vostra preparazione prima dell’esame.

In questa circostanza potrete esservi utili a vicenda, andando a colmare le reciproche lacune e aiutandovi ad esercitare l’esposizione, che soprattutto nel caso degli esami orali deve essere curata nei dettagli.

9. Consiglio jolly!

In questo lunghissimo articolo ti ho dato quella che è la visione d’insieme, ma poi logicamente ogni tecnica avrebbe bisogno di essere approfondita, testata, e trattata nel dettaglio.

Per questo esiste #iostudiorapido, il video corso che ho lanciato a gennaio e che conta già centinaia di iscritti! È un corso che nella sua completezza a livello di argomenti trattati, è comunque essenziale perché il mio intento era quello di insegnarti un metodo efficace ma rapido da imparare, per permetterti di metterlo subito in pratica e vedere in fretta i risultati.

Ma non si tratta soltanto del video corso. Si tratta anche di entrare a far parte di un gruppo di supporto su Facebook, nel quale trovi riuniti tutti i corsisti pronti a sostenerti sia un punto di vista morale, per quanto concerne le sfide degli esami e delle nuove cose da imparare e mettere a frutto, sia pratico dandoti consigli frutto della loro esperienza. E ogni giovedì ci sono anche io nelle sessioni di live coaching, nelle quali mi puoi fare tutte le domande che vuoi per capire se stai applicando bene il metodo e come migliorarti.

Non ti sembrerà vero ma…abbiamo finito! Se sei arrivato fino a qui e non hai tirato i remi in barca prima, grazie per avermi dato la tua attenzione, spero che questo articolo ti sia utile. Io ce l’ho messa tutta per racchiudere in quattromila parole una summa dei capisaldi del metodo di studio.

Fammi sapere nei commenti se questo articolo ti è stato utile e se ti è piaciuto ti invito a condividerlo tramite i tasti social qui sotto, e io ti ringrazio sin da subito 🙂

Ciao da Christian!

Photo credit :Sfondo foto creata da freepik – it.freepik.com

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