Mappe Mentali, Mappe Concettuali…che differenza c’è? Nell’articolo di oggi facciamo chiarezza sulla distinzione tra queste tipologie di mappe e vediamo quale delle due è più indicata per studiare 🙂

La verità è che spesso Mappe Concettuali e Mappe Mentali vengono confuse tra loro, poverine. Poi c’è chi è affezionato all’una e chi all’altra e dunque ognuno cerca sempre di portare acqua al proprio mulino.

Il mio mulino ad esempio, come saprai se segui Come Si Studia non dico da tanto, ma anche solo da una settimana – perché ne parlo SEMPRE – è quello delle Mappe Mentali (arriveremo a spiegare il perché).

Ma indipendentemente da quale preferisci è giusto conoscerle entrambe perché nel tuo percorso di studi potresti imbatterti nell’una o nell’altra.

E poi comunque non stiamo dicendo che una va assolutamente bene e che assolutamente male. Hanno entrambe pregi che le rendono ottimi strumenti per facilitare lo studio.

Ma senza ulteriori giri di parole procediamo.

Vediamo quali sono le differenze sostanziali tra queste due tipologie di mappa e soprattutto capiamo quale delle due è più indicata per studiare.

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Mappe mentali, mappe concettuali

Entrambi i tipi di mappe, prescindendo dalle loro differenze di costruzione, sono utili per lo studio. Infatti per costruire una qualsiasi mappa bisogna anzitutto elaborare un pensiero e metterlo per iscritto.

Quesa fase di rielaborazione dei concetti e organizzazione delle informazioni ti aiuta nella comprensione e nella memorizzazione.

Detto questo però, avendo le due mappe strutture differenti, è fuor di dubbio che una – la mappa mentale – si riveli più efficace dell’altra.

Vediamo perché.

Mappa Concettuale

Le Mappe Concettuali – come potrai andare a leggere più approfonditamente nell’articolo su come fare una mappa concettuale – sono state inventate dal signor Novak, professore universitario.

Lui le ha teorizzate con lo scopo di far comprendere i concetti e creare quelle che lui chiamava strutture complesse. Ossia voleva fornire ai suoi studenti uno strumento che permettesse loro di mettere nero su bianco nuovi concetti da memorizzare legandoli a quelli che già conoscevano.

Hanno una costruzione molto “razionale”.

Partono da un nodo centrale – il concetto principale – dal quale, secondo una logica connessionista, si sviluppano in senso verticale i concetti secondari, andando così a creare una struttura reticolare.

Da un lato questa costruzione è utile, perché mette in evidenza i concetti e quindi può aiutarti nella comprensione.

Però con questo metodo ti ritrovi a mettere per iscritto un sacco di cose che spaziano tanto e quindi memorizzarle diventa complicato!

Facendo i collegamenti in verticale, dal generale al particolare, ma anche in senso laterale, dall’argomento principale ai sotto argomenti, rischi di non sapere dove iniziare il discorso.

Dal punto di vista grafico poi le Mappe Concettuali si limitano a inscrivere i concetti in figure geometriche, senza avvalersi di altri particolari strumenti visivi, come i colori o le immagini.

Per questo motivo finiscono per assomigliarsi tra loro e diventa difficile memorizzarle.

Mappa Mentale

Le Mappe Mentali invece, inventate da Tony Buzan, fanno proprio leva sulla creatività e sulla capacità del nostro cervello di memorizzare per immagini.

Nell’articolo sulle tecniche di memoria per esami universitari ho parlato lungamente dell’importanza della memorizzazione per immagini. Se te lo sei perso ti consiglio di andare a leggerlo: il punto 3 parla proprio delle Mappe Mentali!

Dicevamo, nascono con lo scopo di approfondire un argomento principale posto al centro della mappa, dal quale si sviluppano con una logica connessionista tutti i concetti ad esso collegati, formando una struttura radiale.

Procedi dunque in senso gerarchico organizzando i concetti in modo chiaro e avendo sempre ben presente da dove si diramano.

Parti dal centro e approfondisci il concetto mano a mano che ti allontani da esso, mantenendo però un costante focus sul tuo argomento principale.

Se ci pensi, questa è esattamente la logica che utilizzi nel momento in cui sostieni un esame. Parti dal generale e poi approfondisci e una volta che hai approfondito fai le connessioni del caso.

Oltre a questa struttura, per così dire, “panoramica” dell’argomento di studio, le mappe mentali hanno poi il grande pregio di fare uso di immagini e colori. Sono elementi essenziali per mettere in moto la creatività e rendere la memorizzazione più semplice.

Per approfondire ulteriormente l’argomento c’è un articolo apposito ad aspettarti: Mappe Mentali per studiare a super velocità.

Il mio consiglio

Come ti dicevo all’inizio dell’articolo, è importante conoscere entrambi i tipi. Soprattutto perché spesso e volentieri nei libri di testo universitari capita di trovare, magari alla fine del capitolo, una Mappa Concettuale riassuntiva.

E anche se io consiglio di usare le Mappe Mentali per studiare, non significa che quelle Concettuali siano da buttare!

Perciò quello che secondo me puoi fare è, quando ti imbatti in una Mappa Concettuale, prenderla e trasformarla in una Mappa Mentale. Andrai ad approfondire i vari concetti che lei ti ha già messo in evidenza e inserirai tutte le immagini funzionali al ricordo.

Nel mio Come Si Studia CAMPUS, il metodo che ho ideato per aiutare gli studenti bloccati a diventare studenti di successo, presto molta attenzione alle mappe. Le spiego nel dettaglio passo passo, finché tutti i miei studenti non diventano dei draghi a farle 😉

Fine! Ora sai tutto quello che c’è da sapere per distinguere le Mappe Mentali dalle Mappe Concettuali.

Se ti è venuta una super voglia di buttarti sui libri e mappare a più non posso ricordati che esistono tanti software per la creazione delle mappe.

Fammi sapere se questo articolo ti è stato utile. Per qualsiasi domanda puoi lasciare un commento e io ti risponderò di sicuro 😉

Alla prossima!

 

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