Oggi ti spiego come memorizzare le banche dati con una tecnica che ti aiuterà a a superare tutti i quiz dei concorsi 😉

Il sistema potrà sembrarti un po’ strano, ma con qualche giorno di allenamento non tornerai più indietro!


metodo di studio baner blog

Quando ti ritrovi a prepararti per il quiz di un concorso pubblico potresti essere assalito dall’agitazione. “Come farò a studiare e ricordare tutta questa roba?”.

Beh, anzitutto puoi cominciare a tranquillizzarti sapendo che le risposte ai quiz non devi studiarle tutte quante a memoria. Infatti la banca dati di un quiz si compone di 3 diverse tipologie di quesiti:

  • un buon numero di domande in realtà è di semplice risoluzione, quesiti intuitivi dei quali viene naturale la risposa
  • un’altra serie prevede quesiti ai quali rispondere per deduzione e ragionamento
  • e infine ci sono tutte quelle domande la cui risposta si deve sapere e basta, perché non si può o non c’è il tempo di ragionarci su.

Ogni tipologia di informazione si memorizza in un modo specifico. Il mio contributo di oggi vuole essere incentrato sul metodo per imparare quella parte delle banche dati che devi per forza conoscere così com’è!

Se segui Come Si Studia da un po’ di tempo avrai già capito che il grande trucco per imparare le banche dati dei quiz risiede nelle…rullo di tamburi…tecniche di memoria! 🙂

Premesse

Prima di addentrarci nel vivo della questione vorrei fare alcune premesse. Potrà non essere subito semplice comprendere il meccanismo, ma non essere prevenuto sul metodo che andrò a spiegartu. Ho aiutato già tanti ragazzi e gli stessi studenti di #iostudiorapido sono alle prese con questa tecnica 😉

Non devi studiare tutto

La prima cosa interessante che voglio dirti e che sicuramente ti farà spuntare un sorriso compiaciuto è che quel librone su cui ti devi preparare per il concorso non lo devi mica studiare tutto! In realtà ti servirà conoscerne solo una parte, praticamente ¼ del libro 😉

Infatti è vero che per ogni domanda ci sono 4 risposte, ma con il metodo che ti spiegherò tra poco tu andrai a memorizzare solo la risposta giusta! Quindi nella realtà c’è tutto un 75% del testo che non ti interessa. Non ti dà una bella scarica di motivazione? 😉

Lo studio sarà più facile

A prescindere dal tuo metodo di studio, trattandosi di domande a risposta chiusa la preparazione sarà molto più semplice rispetto agli esami con domande a risposta aperta. In quel caso entrano in gioco molte dinamiche e variabili: devi essere in grado di regolarti per formulare ed esporre le risposte rimanendo nei tempi, tenendo sotto controllo l’ansia che potrebbe causarti dei vuoti di memoria e renderti difficile il ragionamento.

Nel caso delle risposte multiple devi limitarti ad andare a riconoscere, tra le opzioni, quella che è la risposta giusta che hai memorizzato in fase di preparazione. In questo frangente sfrutti quella che si chiama proprio memoria di riconoscimento. In tutta onestà dunque sappi che si tratta di uno studio indubbiamente più facile, perché non devi preoccuparti di tutta quella parte relativa alla formulazione della risposta.

Detto ciò non va comunque presa sotto gamba! Anche se più semplice, memorizzare una banca dati, soprattutto con la tecnica che oggi ti insegnerò, non è immediato. Richiede impegno e applicazione!

A patto che ti eserciti

Nel terzo preambolo, torno a dirti di non essere scettico nei confronti della tecnica che andrò a spiegarti. Il suo utilizzo non è immediato e a primo acchito potrà sembrarti un metodo strampalato, soprattutto se non hai dimestichezza con le tecniche di memoria.

Ma fidati della mia esperienza e concediti di provarci, fai qualche giorno di esercizio e sono sicuro che poi non vorrai più tornare indietro 🙂

Come memorizzare banche dati dei quiz

È arrivato il momento scoprire questa tecnica. Faremo uso della memorizzazione per immagini, in quanto il nostro cervello ricorda molto più facilmente le informazioni visive. Questo è il principio che sta dietro a tutte quelle tecniche di cui ti parlo spesso: dalle mappe mentali, al palazzo della memoria, ai loci ciceroniani.

Partiamo!

1. Crea un’immagine per la domanda

La prima cosa che devi fare è creare un’immagine specifica che ti ricordi la domanda.

Dico “specifica” perché, nel memorizzare le banche dati, ti imbatterai in domande che differiscono di poco l’una dall’atra, quindi dovrai essere molto specifico nella creazione dell’immagine che ti ricorda la domanda per non andare in confusione.

Poniamo il caso che tu debba memorizzare il nome del terzo re di Roma. Non basterà semplicemente immaginare i sette reali perché potrebbe essere chiunque di loro! Devi fare in modo che il terzo re di Roma spicchi nella tua mente.

Allora chiudi gli occhi e immagina, ad esempio, un colle romano e su di esso i sette nani (che ti ricordano i sette re). Ma uno di essi, precisamente il terzo da sinistra, in realtà non è un nano, bensì Gargamella!

Non puoi dimenticarti questa associazione, perché l’immagine di Gargamella (o di qualunque altro personaggio tu voglia scegliere) è specifica e inconfondibile con l’immagine degli altri nani. Perciò tu saprai sempre che il terzo re è proprio quello lì.

2. Crea un’immagine per la risposta

A questo punto ti serve un’immagine specifica anche per la risposta. Il terzo re di Roma si chiamava Tullo Ostilio.

Per ricordarti Tullo puoi immaginare un trullo pugliese, come quelli di Alberobello. Questo trullo sul tetto ha un buco che ha la forma della lettera R. Questo buco speciale ti ricorda di togliere la R dalla parola “trullo” ottenendo così solo “Tullo”.

Mentre per ricordare Ostilio puoi immaginare che dal buco a forma di R del trullo esca un oste con la brocca in mano, tutto puzzolente di vino.

Così ora hai un’immagine specifica per la domanda e una specifica per la risposta.

3. Metti insieme le immagini precedenti

Arriva il momento di associare domanda e risposta! Lo farai mettendo insieme le immagini che hai creato.

Utilizzeremo la tecnica P.A.V, paradosso-azione-vivido, della quale puoi leggere una spiegazione più approfondita in questo articolo che parla delle mnemotecniche. Ma in breve, questa tecnica prevede la creazione di immagini mentali che devono essere assurde e molto vivide ai tuoi occhi per facilitare il ricordo. In realtà è il meccanismo che abbiamo utilizzato già per la fase uno e la fase due!

Tornando al nostro esempio abbiamo il terzo di Roma impersonato da Gargamella che se ne sta sul colle romano insieme a 6 dei 7 nani. E poi abbiamo il nostro trullo bucato sul tetto dal quale esce un oste puzzolente.

Non ci resta che immaginare una scena d’azione assurda che unisce queste immagini precedentemente create. Allora possiamo chiudere gli occhi e vedere Gargamella che prende una pietra e la lancia contro il trullo. La pietra colpisce il tetto e fa un buco a forma di R. Dal buco esce l’oste con la brocca in mano.

So che non è immediato e che potrebbero sembrarti gli svarioni di un fattone, ma pensaci bene. Dopo aver creato un’immagine del genere ricorderai fino alla morte qual è il nome delle terzo re di Roma! 😉

4. Fai un check del ricordo ogni 5 quiz

Mano a mano che fai il tuo esercizio di creazione delle immagini per ogni domanda e la rispettiva risposta corretta devi fare un check del ricordo. Ogni 5 quiz che memorizzi, dunque ogni 5 storielle che crei con l’aiuto di P.A.V, fermati un attimo, chiudi gli occhi e ripercorri le scenette che hai immaginato.

Se non ricordi qualche risposta significa che qualcosa della tua costruzione mentale non funziona per il meglio. Dunque dovrai lavorare sulle singole immagini di domanda e risposta oppure sulla scena d’insieme. Perfezionale finché la struttura nella tua mente non è completamente chiara. Procedi dunque così sempre a gruppi di 5.

5. Scadenzati il ripasso

L’ultima cosa che devi fare, ma non per importanza, è ricordarti sempre di ripassare tutte queste immagini per consolidarne il ricordo. Dunque prendi un foglio o la tua agenda o il calendario e scadenzati il ripasso.

Il ripasso deve essere fatto secondo una logica precisa, deve seguire i cicli che ti permettono di contrastare la decadenza del ricordo e far sedimentare a lungo termine nella tua mente le informazioni.

Quindi se ad esempio tu oggi studi 50 domande e le rispettive risposte devi scadenzarti il ripasso nel seguente modo:

  • il giorno dopo
  • una settimana dopo
  • un mese dopo
  • e se serve addirittura sei mesi dopo

Il mio consiglio è sempre quello di iniziare ogni sessione di studio dal ripasso perché ti motiva e ti dà la carica per continuare a lavorare. Una volta che hai ripassato e puoi passare a studiare le nuove banche dati.

Con questo sistema puoi arrivare a memorizzare tranquillamente 100/150 domande e risposte al giorno. Ma se sei alle prime armi accontentati di memorizzarne anche solo 10 o 15 perché è già un grande risultato e comunque ci va un po’ di esercizio!

Una volta che avrai fatto tua la tecnica dell’immaginazione e saprai padroneggiare bene P.A.V. sarai in grado di recuperare tutto il tempo impiegato a prendere dimestichezza con la tecnica stessa 🙂

Provaci e fammi sapere come ti trovi!
Alla prossima!

Ciao da Christian 😉

 

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